Imperia, arrestato 73enne che si spoglia davanti a bimbi che giocano in un giardino pubblico

L'anziano, che per episodi simili in passato era stato condannato a 2 anni e 8 mesi, si sarebbe denudato sul terrazzo della sua casa che affaccia su un giardino pubblico, invitando un bambino di 11 anni a raggiungerlo in casa per mostrargli "un nuovo gioco"

Un 73enne abitante a Imperia, originario della provincia di Massa Carrara, è stato arrestato con l’accusa di atti osceni e adescamento di minori. Le indagini sono partite a luglio su denuncia dei genitori dei bimbi. L’anziano, che per episodi simili in passato era stato condannato a 2 anni e 8 mesi, si sarebbe denudato sul terrazzo della sua casa che affaccia su un giardino pubblico, invitando un bambino di 11 anni a raggiungerlo in casa per mostrargli “un nuovo gioco”. L’anziano è ai domiciliari con il divieto di avere contatti o di comunicare con minorenni.

 

(licenza common creative- fonte https://www.rivierapress.it/2017/08/31/imperia-arrestato-73enne-si-spoglia-davanti-bimbi-giocano-un-giardino-pubblico/)

Per le multe non pagate arriva il prelievo diretto dal conto

La multa non pagata? Dal 1° luglio diventerà ancora più a rischio. Tra qualche settimana, infatti, scatterà il possibile pignoramento del conto corrente di chi non ha pagato e seguirà il prelievo diretto dal conto della somma da saldare. Il tutto senza il via libera di un giudice. Il Fisco, insomma, potrà muoversi senza questo delicato passaggio e potrà mettere mano direttamente nei conti di contribuenti e imprese. Per le associazioni di consumatori la novità riguarderà decine di migliaia di soggetti. Quello della multa è soltanto un esempio, il nuovo corso arriva infatti a tutte le cartelle non pagate. Tra queste ci sono, per fare qualche esempio, quelle dei contributi Inps, i bolli auto mai saldati o le tante tasse ancora da versare. 

 

Il nuovo meccanismo è figlio della «soppressione» di Equitalia, decisa da Matteo Renzi l’anno scorso. Equitalia non sarà però «smaterializzata» ma confluirà, dal 1° luglio, in Agenzia delle Entrate che diventerà anche riscossore. Questo passaggio permetterà a Equitalia di attingere dalle varie banche dati in possesso del Fisco e di poter quindi vedere anche le somme sui conti correnti del contribuente. Di conseguenza potrà decidere di pignorare il conto più sostanzioso (prima Equitalia poteva solo ricevere informazioni sul numero di conti correnti intestati al contribuente e per arrivare al suo obiettivo li pignorava tutti).  

 

L’accesso alle banche dati, che finora era garantito soltanto ad Agenzia delle Entrate, rappresenta una svolta sostanziale che darà un’accelerata a tutta la procedura di riscossione. Certo, il procedimento di «incasso» non è automatico. Il contribuente prima di tutto riceverà avvisi e solleciti di pagamento. Dopodiché avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Come? Pagando tutto subito, chiedendo di rateizzare l’importo oppure opponendo ricorso. In mancanza di almeno uno di questi passaggi e trascorsi i 60 giorni, la nuova Equitalia passerà al recupero coattivo che può consistere anche nel pignoramento del conto corrente. «La norma sui pignoramenti senza ricorso al giudice è in vigore già dal 2005» ci tiene a ricordare Equitalia che comunque indica il pignoramento come ultima ratio. Aggiunge poi che grazie all’integrazione tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, i pignoramenti saranno «mirati» e limitati al minimo. Vale a dire che, nel caso di più conti correnti, il Fisco punterà solo a quello che consente di soddisfare gli importi contestati. Le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. Per Elio Lannutti «siamo soltanto di fronte a un netto peggioramento delle garanzie dei contribuenti difronte ai Dracula del Fisco». 

 

fonte http://www.lastampa.it/2017/06/06/economia/per-le-multe-non-pagate-arriva-il-prelievo-diretto-dal-conto-QQpL8RAE5XHcX7W4qrPQmL/pagina.html

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Attacco alle ong che salvano in mare, per Msf “accuse vergognose”

Un mondo capovolto è quello in cui la colpa di tutte le proprie miserie ricade su chi è ancora più misero, mentre i “disonesti” sono coloro che soccorrono i più deboli (e spesso li salvano da morte certa). Un mondo capovolto è anche quello in cui, pure nell’era della comunicazione istantanea – dove in teoria con pochi click si può assicurare un minimo di fact checking – basta una parola, e non importa se fondata su meri sospetti, ad infangare la stima e la rispettabilità guadagnata in anni di lavoro, innescando reazioni a catena e presunte “verità” dalla diffusione virale. E’ ciò che sta succedendo negli ultimi mesi alle organizzazioni non governative che effettuano i salvataggi dei migranti in mare, accusate di essere in combutta con i trafficanti di uomini e con gli scafisti. Le loro navi sono state definite “taxi del Mediterraneo”, che in taluni casi avrebbero perfino trasportato criminali sulle nostre coste. Accuse pesanti e ricorrenti da più parti, che negli ultimi giorni sono arrivate al culmine con le dichiarazioni del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle), effettuate sulla scia di un post apparso nel blog di Beppe grillo in cui, a proposito delle 8.300 persone soccorse al largo della Libia il 15 e 16 aprile, si era parlato di “ruolo oscuro” delle ong private.foto medici senzafrontiere

 

Così, nel mirino sono finite in un unico calderone organizzazioni come Medici Senza Frontiere, Proactiva open arms, Sos Méditerranée, Moas, Save the children, Jugend Rettet, Sea Watch, Sea Eye e Life Boat, ong italiane, tedesche e spagnole che hanno messo in mare una dozzina di navi alla ricerca di uomini, donne e bambini in balia delle onde, e che pure hanno iniziato a reagire duramente alle accuse, tramite comunicati, articoli e una serie di audizioni in Senato. Il 2 maggio, di fronte alla Commissione Difesa, sarà infatti la volta di Medici Senza Frontiere, le cui navi “Aquarius (gestita in collaborazione da SOS Mediterranée) e “Prudence” (attivata più di recente), prestano servizio di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale sotto le direttive della Guardia Costiera italiana. “Le accuse contro le ong in mare sono vergognose, ed è ancora più vergognoso che siano esponenti della politica a portarle avanti, attraverso dichiarazioni false che alimentano l’odio e discreditano ong che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite” ha detto Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere in una recente nota diffusa dall’organizzazione.

Tra le argomentazioni usate nei confronti delle ong, il cosiddetto “pull factor” è quella più gettonata: avvicinandosi “troppo” alle coste libiche, le loro navi di soccorso rappresenterebbero infatti un “fattore di attrazione” per i migranti in fuga dalla Libia, sicuri così di essere salvati e trasportati in Europa (questo nonostante i 4.733 morti annegati nel 2016 e i 1.089 morti dall’inizio del 2017 ad oggi, senza contare che ai trafficanti non importa nulla di far arrivare le persone sane e salve). Ma non solo. Si accusano le organizzazioni umanitarie di collusione con gruppi criminali, si mette in dubbio la trasparenza dei finanziamenti così come gli intenti poco puliti legati agli sbarchi in Italia e al cosiddetto “business dell’accoglienza”. Un clima di sospetto iniziato già nel dicembre del 2016, quando un articolo del Financial Times aveva citato un rapporto riservato di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, in cui si paventava l'idea che i migranti ricevessero "indicazioni chiare prima della partenza sulla direzione precisa da seguire per raggiungere le barche delle ong".  I presunti legami tra i trafficanti di esseri umani e le imbarcazioni delle ong sarebbero poi indicati nella famosa “pagina 32” (citata anche da Di Maio) del report Risk Analysis 2017 sempre di Frontex: peccato che in questa pagina non si parli mai di “taxi” quanto più di “conseguenze involontarie” di questi salvataggi, che aiuterebbero “i criminali a raggiungere i loro obiettivi a costo minimo, rafforzano il loro modello di business aumentando le probabilità di successo”. Da questi sospetti la procura di Catania ha poi deciso di aprire un’indagine conoscitiva, che certo farà il suo corso. Ma se l’alternativa è lasciar morire centinaia, migliaia di persone, magari senza che nessuno ne sappia niente, a questo le organizzazioni non governative non ci stanno.

“È una polemica strumentale che nasconde le vere responsabilità di istituzioni e politiche, che hanno creato questa crisi umanitaria lasciando il mare come unica alternativa e hanno fallito nell’affrontarla e nel fermare il massacro” ha detto ancora De Filippi di Msf. Consapevoli che il solo soccorso in mare non può essere la soluzione ma “solo un palliativo a una situazione che dovrebbe essere affrontata in maniera completamente diversa”, le ong – e buona parte della società civile che si occupa della questione – si dicono convinte che se ci fossero canali legali e sicuri per raggiungere l’Europa, le persone in fuga non prenderebbero il mare e si ridurrebbe drasticamente il business dei trafficanti. Soprattutto, continua Msf, “se ci fosse un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare non ci sarebbe bisogno delle ong”.

L’organizzazione, che già a fine marzo aveva dato una risposta, punto per punto, alle accuse innescate dal report di Frontex, ricorda come i soccorsi avvengano sempre secondo il diritto del mare e dei rifugiati, sotto il coordinamento e le indicazioni della Guardia Costiera italiana (MRCC). E ribadisce quanto già dichiarato, ovvero: di non ricevere telefonate dirette dai trafficanti; che le ONG lavorano in acque internazionali e solo in pochi casi eccezionali, in presenza di naufragi imminenti e sotto autorizzazione delle autorità competenti, sono entrate in acque libiche; che il lavoro di MSF in mare è sostenuto esclusivamente da fondi privati; che non ci sono prove che i soccorsi siano un fattore di attrazione; che persone disperate, torturate, afflitte da guerre, persecuzioni e povertà continueranno a partire; che fino a quando non verranno garantiti canali legali e sicuri per trovare sicurezza in Europa e un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare, quelle stesse persone continueranno a rischiare e perdere la propria vita nel Mediterraneo. “Come organizzazione medico-umanitaria – ha detto più volte Msf – restare a osservare dalla riva migliaia di uomini, donne e bambini affogare in mare semplicemente non è un’opzione possibile”.

 

autrice Anna Toro   fonte http://www.unimondo.org/Notizie/Attacco-alle-ong-che-salvano-in-mare-per-Msf-accuse-vergognose-165534   common creative use

Ecco un'altra storia che ha dell'incredibile : crolla un cavalcavia come se fosse pasta frolla. Succede a Fossano(CN) . A farne le spese una auto dei carabinieri andata distrutta e per fortuna i militari rimasti illesi perchè fuori dall'abitacolo , occupati ad effettuare un posto di blocco. "Siamo miracolati", hanno detto i due militari coinvolti.

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Putin contro gli Usa: “Aggressione illegittima”.

Il bombardamento americano della base aerea di Shayrat è un atto di «aggressione basato sulla menzogna, come l’invasione dell’Iraq nel 2003 da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati». L’accusa viene ripetuta come un mantra al Palazzo di Vetro dal fronte dei contrari all’interventismo di Donald Trump contro Bashar al-Assad. Con 59 missili Tomahawk lanciati da due portaerei al largo del Mediterraneo Donald Trump dà una svolta alla sua presidenza e a sei anni di guerra in Siria. La reazione americana per la strage di Khan Sheikhoun in cui martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini, è arrivata poco dopo le 20,40 ora di New York, quando nel Mediterraneo era notte (le 2,40 in Italia).

Non più “prove di Terza Guerra Mondiale”, come è stato detto. Lo scenario è drammatico, i primi a capirlo sono i mercati finanziari che infatti hanno cominciato a soffrire. Poi, ad inquietare e ricordare come certe situazioni di oggi assomiglino molto all’inanità del 1938 verso Hitler e alle sue mire d’espansione, c’è il silenzio di Cina ed Europa, che sembrano convitati di pietra: si accontentano di formali condanne appellandosi ai diritti umani. Sperano nel buon senso. E nella realpolitik. La Siria non vale il mondo. Ma i suoi bimbi, valgono la fine di Assad.

L'attacco americano in Siria rischia di segnare una drammatica linea di divisione, al limite della definitiva rottura, con la Russia di Vladimir Putin. A testimoniarlo la prima azione del Cremlino: la Russia ha annunciato la sospensione dell'accordo con gli americani per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza nello spazio aereo siriano, rende noto il ministero degli Esteri. 

Scuola, buone notizie: su precariato vince linea M5S

Sono passati già tre anni, da quando Renzi ha promesso che con la Buona Scuola avremmo avuto lo stop alla "supplentite": eppure oggi ci sono ancora 140 mila supplenti. Bambini e ragazzi disabili continuano a cambiare docente di sostegno a ritmo serrato, anche 5 cambi all'anno. E il precariato, che doveva finire anch'esso? https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/1a/Scuola-film95.jpgEsiste ancora: i docenti abilitati esclusi dal concorso vengono tuttora utilizzati come precari.

Insomma un disastro, al quale il M5S da quattro anni sta cercando di porre rimedio con continue battaglie parlamentari. Che portano risultati come quello di ieri: finalmente il buonsenso ha prevalso e sono stati apportati alcuni importanti correttivi agli "orrori" della Buona Scuola. La bozza di parere del Pd (Ghizzoni) sullo schema di decreto relativo al reclutamento, prevede infatti l'inserimento di tutti gli abilitati in graduatorie di merito regionali a scorrimento per l'immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, in base al fabbisogno reale delle scuole.

Tra le altre nostre proposte accolte nella bozza di parere della maggioranza ricordiamo anche quella che concerne l'immediata assunzione dei docenti delle GAE e del concorso 2016, includendo anche gli idonei oltre il limite del 10% stabilito dalla legge 107, che abbiamo sempre considerato iniquo e incostituzionale. Tutto questo è stato accolto e recepito: finalmente a vincere sono stati i diritti dei docenti, il buonsenso, la tutela della continuità didattica e il bene degli studenti. In particolare, stiamo cercando proprio in queste ore di apportare ulteriori correttivi da inserire nel parere, a partire da quello per fare in modo che, rispetto all'attribuzione del punteggio nelle graduatorie regionali di merito, la prova orale non abbia un peso sproporzionato rispetto ai titoli.

Se questo e ad altri correttivi verranno accolti, valuteremo seriamente il ritiro del nostro parere alternativo, presentato ieri in commissione Cultura. Quando la politica fa uno sforzo reale nella direzione della condivisione e del bene dei cittadini il M5s non mette muri o veti, ma è assolutamente disposto a collaborare.

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Scritto da M5S Camera News pubblicato il 15.03.17 15:40                    

E' morto Leone di Lernia , popolare cantante comico.

E' morto Leone di Lernia ,aveva 79 anni , ne dà il triste annuncio il figlio Davide attraverso un post su Facebook.

Leone Di Lernia (Trani18 aprile 1938 – Milano28 febbraio 2017) è stato un conduttore radiofonicocantautore del genere trash-demenziale italiano. Ha raggiunto la popolarità a inizio anni novanta grazie a delle cover parodistiche e goliardiche e spesso scurrili di brani di musica dance.

È stato per quasi dieci anni (dal 1999 al 2008 e di nuovo, anche se parzialmente, nel 2011) spalla comica del programma radiofonico Lo Zoo di 105.

Dal 21 Febbraio scorso ricoverato in ospedale per un male incurabile.

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FROSINONE – Alessandra: un post agghiacciante su Fb, poi il volo nel vuoto e la fine

Un messaggio agghiacciante rivolto ad alcuni familiari pubblicato sul suo profilo Fb, poi il volo nel vuoto da un ponte e la fine. Questa la sintesi degli ultimi sconvolgenti momenti di vita di Alessandra Cristofanilli, 31enne che ieri avrebbe compiuto un gesto estremo nei pressi di Arsoli, provincia di Roma.

La giovane, originaria di Giuliano di Roma, piccolo comune a pochi chilometri da Frosinone era madre di un bambino di pochi mesi, viveva a Patrica, altro piccolo centro alle del capoluogo. Una ragazza infinitamente dolce, così la descrive chi l’ha conosciuta. Tantissimi i messaggi di cordoglio pubblicati sotto l’ultimo post della giovane mamma, sgomento e costernazione tra tutti i suoi amici più cari.
«Qualsiasi cosa dovesse succedere. In caso venissi a mancare, al mio funerale non voglio né mio marito e né mia suocera. Le persone amatele in vita». Questo il post scritto dalla ragazza su Fb prima della sua tragica fine.

 

fonte Ciociaria24 http://www.frosinone24.com/frosinone-alessandra-un-post-agghiacciante-su-fb-poi-il-volo-nel-vuoto-e-la-fine-62328.html

Autonomia Veneto, il referendum è legge

È ufficiale: il referendum sull’autonomia del Veneto si farà. Come scrive Marco Bonet a pagina 2 del Corriere del Veneto, ieri il consiglio comunale ha approvato la legge che istituirà la consultazione superando la necessità di un’intesa con il governo, stabilendo la dotazione finanziaria (14 milioni) e regolamentando la «corretta comunicazione istituzionale» in campagna elettorale. 38 i voti a favore (Lista Zaia, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Siamo Veneto, i “tosiani” e il Movimento Cinque Stelle), 1 solo contrario (il dem Graziano Azzalin), 8 astenuti (il Pd più Cristina Guarda della Lista Moretti) e 2 non votanti presenti in aula (il dem Piero Ruzzante e la pentastellata Patrizia Bartelle). Per quanto riguarda la data il Veneto continuerà a chiedere al governo l’election day ovvero l’accorpamento con le amministrative (si voterà comunque di domenica dalle 7 alle 23). Il quesito sarà piuttosto generico: «vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?». La consultazione è passata con l’astensione del Pd che per bocca del suo capogruppo Stefano Fracasso motiva così la scelta: «non vogliamo essere d’ostacolo alla possibilità che i veneti si esprimano». «Giornata storica – ha commentato raggiante il governatore Luca Zaia – Nell’arco di poche settimane fisserò la data del referendum, voglio celebrarlo entro l’estate, al più tardi in autunno. Saranno le fondamenta della casa dell’autonomia. Il giorno dopo avvierò la trattativa col governo: vogliamo tutte le materie degli articoli 116 e 117 della Costituzione e i soldi necessari a realizzarle. Diventeremo come Trento e Bolzano, ve lo prometto».

 

fonte .Vvox   http://www.vvox.it/2017/02/22/autonomia-veneto-il-referendum-e-legge/

Starbucks arriva a Milano e debutta con le palme in piazza Duomo

 

Proprio ieri, in piazza Duomo a Milano, hanno fatto la loro apparizione le palme e i banani promessi da Starbucks già da qualche tempo.

Il colosso americano del caffè che sta per aprire un megastore in piazza Cordusio, ha infatti sponsorizzato la risistemazione del boschetto con palme, banani e begonie che prenderanno il posto delle vecchie piante.

Nella visione dell’architetto che ha realizzato il progetto per il giardino, Marco Bay, le piante creano una vera e propria scenografia grazie alle loro grandi foglie sempreverdi contestualizzate nella base di piante perenni che durante le fioriture alternate nelle varie stagioni coloreranno la piazza in varie tonalità di rosa, mentre un tappeto di ghiaia scura, che coprirà il sistema di irrigazione automatica, creerà un contrasto cromatico.

Starbucks

Starbucks e Milano: piazza Duomo si trasforma

Starbucks ha vinto un bando di sponsorizzazione indetto da Palazzo Marino, e proprio ieri ha cominciato a realizzare le nuove aiuole che cambieranno il modo dei milanesi di percepire la piazza più amata, quella sulla quale si stagliano le guglie del Duomo.

Nei prossimi giorni, secondo il progetto dovrebbero essere piantati anche arbusti, graminacee e le piante perenni. L’area verde durerà tre anni, secondo i piani, ma non è detto che non diventi uno dei simboli di Milano proprio come la suggestiva stazione di Atocha a Madrid.

Per prevenire qualsiasi polemica social, postando una foto della piazza su Instagram il sindaco Giuseppe Sala ha commentato: “Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh…”.

Il successo del giardino di Starbucks è già evidente, dato che sui social sono subito comparse decine di foto, mentre turisti e milanesi cercavano di capire quale fosse la curiosa novità. L’operazione, a metà strada tra campagna pubblicitaria e riqualificazione urbana, tra ambient e green marketing, mostra che le forme di collaborazione pubblico-privato funzionano anche in Italia, mentre Starbucks punta a farsi già perdonare il suo caffè “esotico”, che di certo non potrà mai competere con la tradizione napoletana, ma che permette a chiunque di sentirsi a casa in qualsiasi parte del mondo entrando in uno dei ristoranti della catena.

 

fonte http://www.ninjamarketing.it

Made in Italy: l’innovazione e la personalizzazione innanzitutto!

Non a caso in Italia moltissime sono le fiere di settore, le esposizioni che poi migrano anche all’estero dove si possono ammirare le collezioni di nuova manifattura di mobili classici o tutto ciò che riguarda comunque l’arredamento. Inevitabilmente come altri settori anche quello della mobilia è stato colpito dalla crisi ma bisogna ammettere che come sempre gli italiani hanno saputo cavarsela in ogni modo puntando all’originalità, alla peculiare creatività dell’Italia, a quelle caratteristiche che insomma rendono il made in Italy un’eccellenza nel mondo. Non a caso i servizi che vengono forniti nel settore dell’arredamento portano un intenso valore aggiunto che viene apportato dalla progettazione personalizzata e su misura di tutte le parti che vanno a comporre l’arredo e i complementi o con la rivisitazione in stile moderno di parti come cassapanche, credenze e divanetti che possono essere utilizzati non solo all’interno di abitazioni private ma anche per impreziosire dei contesti di lavoro come uffici e sale d’aspetto.

Una delle nuove tendenze del mondo dell’arredamento è quella che vede l’integrazione delle varie tecnologie a favore della creazione di un catalogo di mobili unico nel suo genere, nel senso che viene non solo progettato su misura per il cliente dal manifattore ma viene progettato con l’apporto diretto del cliente stesso che utilizza degli strumenti che vengono forniti direttamente dall’azienda stessa in maniera gratuita. Questi strumenti inevitabilmente mettono in campo l’informatica attraverso l’elaborazione di software appositi in grado di elaborare l’arredo di intere stanze partendo da pochi semplici dati che fanno riferimento a quelle che sono le dimensioni oppure le caratteristiche di stile che si vuole conferire all’arredamento. Per esempio, per la scelta del tappeto esistono delle ditte che mettono a disposizione degli strumenti che permettono di calcolare le giuste misure di cui si ha bisogno affinchè il complemento si adatti all’arredo e soprattutto sia funzionale alle dimensioni della stanza.

Nel campo dell’arredamento, in particolare della mobilia, molte sono infatti le variabili da prendere in seria considerazione che nella scelta dello stile particolare vanno ad influire molto nel risultato finale. Per esempio molti sono gli stili particolari come il barocco o il classico, sontuosi e molto impegnativi, che attirano molti designer nelle rivisitazioni e nella proposta di mobilia sempre nuova. Inevitabilmente molte sono anche le persone attratte da queste proposte che però, per particolarità, stile e dimensioni, non si adattano facilmente a quelle che sono le case contemporanee. Quanto importante è riuscire a valutarne l’effetto che avrebbero all’interno del nostro salone o della nostra cucina? Bene, questi software riescono proprio a fornire una visione d’insieme e aiutare quindi a valutare quindi se si può optare per determinati insiemi di arredo o se è meglio scegliere solo una parte, un accessorio decorativo o qualche altro elemento che richiami un preciso stile ma che non risulti troppo pesante o ingombrante! Una bella opportunità da sfruttare a nostro favore!

Informazioni sull'Autore

A cura di Martina Celegato

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Fonte: Article-Marketing.it

Maratea: l'allerta di Protezione Civile arriva via WhatsApp

 
La Protezione Civile G. L. di Maratea, alfine d’incrementare la cultura di protezione civile legata alla prevenzione ha attivato un nuovo sistema di allerta via WhatsApp, sistema coordinato dal Sindaco Domenico Cipolla e dall’Uff. Protezione Civile del Comune di Maratea. 
Un nuovo servizio per i residenti e i gentili ospiti della città di Maratea: l'invio di messaggi di allerta e notizie correlate via "WhatsApp", l'applicazione di messaggeria istantanea per telefonia mobile, probabilmente al momento la più diffusa al mondo e sicuramente nel nostro paese.  Il servizio permetterà all'utente, ovunque si trovi, di ricevere sul proprio smartphone le comunicazioni inerenti il territorio di Maratea e legati ad aspetti della protezione civile e quindi della prevenzione. 

“Nella presentazione dei piani di emergenza comunale, ma anche nei corsi volti alla cittadinanza legati alla prevenzione spesso mi viene posta la domanda  in quale modo avvisare la cittadinanza in casa di allarme e così è nata l'idea di utilizzare WhatsApp, un sistema economico che può raggiungere più persone, i nostri cittadini” Questo è quello che afferma il Disaster Manager Muscatello Giuseppe presidente della Protezione Civile G. L. di Maratea, inoltre aggiunge “la prevenzione esige un lavoro in "unione" tra il sistema di protezione civile e i singoli cittadini, perché quando parliamo di azioni, prevenzione, non possiamo più ragionare al singolare, siamo in una situazione di unione. Le calamità possono colpirci tutti, e insieme dobbiamo trovare strade per non farci trovare impreparati” 
I recenti fatti di cronaca hanno creato sgomento, interrogativi e ricerca di attori su cui scaricare le responsabilità. I Comuni purtroppo - ha sottolineato il Di.Ma Muscatello - non possono essere i detentori di ogni responsabilità: a loro spetta, per esempio, la pulizia dei ponti ma non è sufficiente, serve una particolare sinergia e una collaborazione tra il 
sistema di protezione civile e i cittadini. Anche i cittadini devono sentirsi chiamati in causa: facciano segnalazioni se opportuno, è importante far circolare le informazioni” conclude Muscatello “L’idea di utilizzare WhatsApp è un nuovo progetto  da costruire magari in rete con il sistema di protezione civile ma che può portare frutti maggiori delle tante allerte.” 
Per l’attivazione del servizio notifiche sarà sufficiente inviare un messaggio WhatsApp con testo “ALLERTOK NOME e COGNOME” al numero 347.2830337. L'utente non riceverà spam né alcun messaggio pubblicitario. Per l’iscrizione al servizio sarà sufficiente seguire queste semplici istruzioni: 1) aggiungere alla lista di contatti del telefono il numero 3472830337 - 2) inviare al numero un messaggio WhatsApp con testo “ALLERTOK NOME e COGNOME” . I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun utente potrà vedere i contatti degli altri iscritti al servizio, né l’elenco degli iscritti.  
Il servizio avrà lo scopo di informare la cittadinanza sui seguenti contenuti: 
- Emergenze: per tutte le notizie a carattere di allerta, nonché comunicazioni a carattere di emergenza emesse dal servizio di Protezione Civile o di emergenza in genere; 
- Info città: informazioni sui servizi comunali, enel, acqua, viabilità e su altre questioni di interesse pubblico, per l’incolumità pubblica e corsi legati alla prevenzione e cultura di protezione civile da parte della Protezione Civile G. L. di Maratea. 

Ennesima tragedia in Abruzzo

Elicottero del 118 cade a Campo Felice : morte sei persone, tutte quelle che erano a bordoDue dei morti del Soccorso alpino erano a Rigopiano . Walter Bucci e Davide De Carolis, due dei tre operatori del Soccorso alpino nazionale morti nell’incidente di elicottero nell’Aquilano, avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano. È quanto si apprende da fonti del Soccorso alpino. Bucci, medico rianimatore, aveva lavorato due giorni tra le macerie dell’albergo, mentre De Carolis, tecnico dell’elisoccorso, avrebbe lasciato la zona del Pescarese solo ieri.

Nell'incidente che ha coinvolto l'elicottero del 118 caduto a Campo Felice sono morte sei persone, tutte quelle che erano a bordo.L'impatto dell'elicottero contro il Monte Cefalone è stato terribile. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri Forestali in quota c'è una pendenza vicina al 100% e il suolo è inclinato di 45 gradi. Alcuni dei soccorritori hanno cominciato la discesa con delle barelle e da quanto appreso dovrebbero portare a valle i primi corpi dei deceduti nell'incidente. Da capire se completamente a piedi o servendosi del gatto delle nevi che, al momento è fermo a metà strada, tra la piana e il luogo dell'incidente perché non riesce a salire oltre quella quota.L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) - è scritto in una nota - «ha aperto un'inchiesta di sicurezza sull'incidente che, oggi 24 gennaio, intorno alle 12.15 locali, ha coinvolto l'elicottero AW139 marche EC-KJT, in prossimità del Laghetto di Campo Felice, in provincia dell'Aquila». L'elicottero, «con sei persone a bordo, stava rientrando dopo aver soccorso una persona infortunata».

«L'Agenzia - conclude la nota - ha disposto l'invio di un team investigativo nella zona dell'evento, resa decisamente impervia anche dalle condizioni meteorologiche avverse». 

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